martedì 9 ottobre 2012

Non mi piace scrivere…


… o meglio, non mi piace DOVER scrivere. Sapete l’ansia del foglio bianco… il blocco dello scrittore? Ecco io a sapere di dover scrivere per forza qualcosa mi blocco e anche se mi sforzo… non funziona, il risultato non mi soddisfa. Scrivere per me è solo un bisogno, è il mio modo per tirare fuori quello che ho dentro, è il modo che conosco meglio per dire ciò che dalla bocca non esce.
In seconda media un giorno entrarono in classe due persone incaricate per “l’orientamento”. Fu un caso, sbagliarono aula, dovevano entrare in terza. Non se ne accorsero subito e ci distribuirono dei fogli su cui nella parte superiore c’erano elencati le professioni e in quella inferiore i mestieri. Medico, avvocato, ingegnere, commercialista da una parte e elettricista, falegname, sarta, meccanico dall'altra  Io chiusi gli occhi e lasciai scegliere al destino. Puntai la penna sul foglio e aprii gli occhi, curiosa di sapere cosa il destino avesse scelto per me. Mi meravigliai a leggere quella professione che allora poco conoscevo se non impersonata da qualche signorina o signore al TG: Giornalista. Me ne innamorai. Mi innamorai dell’idea di intervistare le Star e decisi che un giorno avrei intervistato Michael Jackson! Non sapevo che fare la giornalista significasse alto.. lo avrei scoperto più tardi all'Università  quando cominciai a scrivere per i giornali locali. Fu così che capii che non era la mia strada. Costringermi a scrivere non fa per me. La mia scrittura si esaurisce nel momento in cui penso. Se penso troppo non scrivo più. Ma la strada era scelta. Liceo classico prima, Comunicazione dopo… tutta la mia vita di oggi è stata influenzata da quel giorno, quando per sbaglio mi fu dato quel foglio in mano e con gli occhi chiusi lasciai decidere al fato.

Nessun commento:

Posta un commento