lunedì 28 aprile 2014

Mi Manca

Tutor mi manca. Da morire.
Sono 23 giorni che non lo vedo. Cinque giorni che non gli scrivo. 
I primi giorni sono stati un inferno. Le lacrime scendevano senza neanche me ne accorgessi, il dolore era sordo e mi premeva sul petto. Piangere era l'unico modo per liberarmi dall'angoscia. Ho imparato a memoria le nostre conversazioni. Ho smesso di ascoltare musica, perché ogni canzone me lo faceva ricordare. Ogni canzone sembra parlare di noi.
Non mi basta pensare che era un amore impossibile. Che è giusto che lui stia in pace con la sua famiglia. Io lo voglio. Almeno per un altro giorno. Ma so che non saprei fermarmi. Lo vorrei ancora e ancora. Gli ho chiesto di vederci, ma lui saggio com'è non ha voluto. Gli ho mandato mail leggere e mail da star male. Lui è sempre lì, ma lotta per andare oltre me. Dovrei farlo anche io, ci sto provando, ma dopo un paio di passi in avanti ne faccio altrettanti indietro. La verità è che non voglio dimenticarlo. Non voglio lasciarlo andare. Sono stata troppo bene con lui per convincermi a rinunciarvi. Ma è tutto troppo sbagliato. Abbiamo le nostre vite. Lui ha scelto la sua e io farei la cosa giusta a scegliere la mia. Il suo pensiero, però, non mi abbandona. E soffro come non mai per un uomo. 
Ci sono giorni in cui prenderei la macchina e mi presenterei lì. Fuori dal lavoro. Per vederlo. Per parlargli. Non sarebbe giusto. Non lo faccio per lui. Perché lo amo così tanto da non volergli rendere le cose più difficili. Prego ogni istante di liberarmi della sua presenza. Lui è ovunque. In ogni cosa che faccio. Anche se adesso fa meno male. Giorno dopo giorno riesco a guadagnare un minuto in più di tranquillità. Ma ci sono giorni come questo, in cui sprofondo nel baratro dei primi giorni. 
Scrivere mi dà l'illusione di dar sfogo ai pensieri, liberarli e sperare che volino lontano da me. 

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